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Il canto dell’Ofanto” Mostra del Politecnico di Bari

Febbraio 09, 2022

Il canto dell’Ofanto” Mostra del Politecnico di Bari

Giuseppe Fallacara

IL DICAR, Corso di Laurea in Architettura del Politecnico di Bari, in collaborazione con la Provincia di Barletta Andria Trani (in qualità di Soggetto delegato alla gestione provvisoria del Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto) ha avviato per l’A.A. 2020/2021 un Laboratorio di progettazione Architettonica sul tema “Visioni per il Parco Naturale Regionale del Fiume Ofanto” che ha visto la partecipazione di oltre 60 studenti, impegnati da settembre scorso su tutto il territorio della Valle dell’Ofanto in sopralluoghi, seminari e attività laboratoriali.

Il Tema del corso, coordinato dal Prof. Giuseppe Fallacara, docente del POLIBA di Progettazione architettonica e responsabile dell’iniziativa, è stato concordato con l’Ufficio del Parco della Provincia e  seppur con il proprio carattere accademico, tende ad inserirsi nella più articolata attività di animazione territoriale, messa in campo dalla Provincia, in particolare attraverso il Contratto di Fiume della Bassa e Media Valle dell’Ofanto ed in quello di più ampio respiro progettuale della redazione del Piano Territoriale del Parco, fino a spingersi alla scala del progetto con le iniziative progettuali  di riqualificazione territoriale della Valle dell’Ofanto, tra questi: la Ciclovia dell’Ofanto, gli alberga-bici, l’area umida alla foce e i progetti di riqualificazione fluviale ai recapiti finali di Canosa e San Ferdinando.

Gli esiti così elaborati dagli studenti (che non possono che essere pertanto esercizi accademici e non già previsioni in alcun modo realistiche) sono un’occasione per il Parco per incominciare ad introdurre nel dibattito dello Schema di Piano Territoriale, questioni e funzioni inedite (non già soluzioni progettuali) che lo stesso Piano introduce. Per ovvie valutazioni di opportunità, trattandosi di temi di Architettura, le questioni e le funzioni si riferiscono al tema della fruizione e dei servizi erogati alle persone.  Così il tema dei Ponti, come per la Casa/Museo del Parco, gli Eremi (come luoghi di sosta lungo vecchi e nuovi cammini, di meditazione  da e per la natura) sono da intendersi nella loro purezza funzionale e non già come soluzioni tecnologiche e compositive; pur riconoscendo da parte di un Parco che ambisce ad essere protagonista del suo tempo, la necessità di approcciare al tema del Progetto come pratica di studio per la qualità e l’armonizzazione dell’opera con il conteso nella sua dimensione di paesaggio vivente dinamico ed evolvente, quello percepito e quello custode della memoria collettiva.

Ancora…. prima del progetto i temi e prima ancora, i luoghi sono conosciti, sono vissuti, sono frequentati. Si tratta per molti studenti, di luoghi non conosciuti neanche agli stessi residenti. Una maniera in più per il Fiume per svelarsi ed infondere nei nuovi professionisti, luoghi dove piantare semi di speranza e fondare, questa volta, visioni di sostenibilità.